I guardiani dell’abbandono
“Arrivai a Castrofilippo una sera arancione d’aprile con una luna gravida all’ottavo mese, sensuale, già araba. Il terreno era crivellato di solfare chiuse con i loro scheletri di ferro, ma la terra emanava lo stesso odore di zolfo per il trattamento delle vigne. Col buio poi si sparse il profumo dei gelsomini, e da una terrazza con vista su Racalmuto rimasi a sorseggiare una birra fredda tra i grilli, mentre nelle campagne i cani si chiamavano, disegnando come un’ecografia di quel terreno inquieto. I cani, anime abbandonate, erano stati adottati dalle rovine, e ora erano a loro volta guardiani dell’abbandono”.
Comincia così l’articolo di Paolo Rumiz nel suo “Le Case degli Spiriti” quinta tappa del suo viaggio in giro per l’Italia in cui costruisce la mappa dei luoghi perduti, un mondo parallelo popolato da fantasmi, pubblicato il 4 agosto 2011 sul sito di Repubblica.it, descrivendo in uno scenario, a dir poco, apocalittico il suo arrivo a Castrofilippo.
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La mia guerra alla Sclerosi Multipla

Assone neuronale
Se la SM fosse di origine vascolare?
Questa è una domanda legittima, visto la scoperta della CCSVI a cura del Prof. Zamboni.
La CCSVI si basa sul fatto che un restringimento delle vene giugulari rallentano il flusso del sangue che dal cervello è diretto al cuore. Questo rallentamento nel drenaggio porterebbe ad un accumulo di ferro, tossico per le cellule neuronali. Il trattamento della CCSVI, angioplastica con palloncino (PTA), oggi non ha dato risposte forti alla SM, nel senso che il trattamento migliora leggermente la qualità della vita nelle forme RR, ma lascia inalterata la scala EDSS per cui resta intatta la disabilità. Nelle forme PP e SP, invece, non si nota nessun beneficio. Pertanto c’è da pensare che la CCSVI, oggi, non sia la risoluzione della SM che resta, comunque, correlata a patologie vascolari e la positività alla CCSVI, degli ammalati di SM, lo dimostra. Perchè la disabilità resta intatta dopo il trattamento? Evidentemente oltre alla CCSVI subentrano altri fattori, certamente, di origine vascolare, reflussi venosi ma anche restringimenti arteriosi.
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Una politica malata? Tutta italiana
In questa ultima settimana ne ho sentite di tutto e di più. La mia confusione aumenta. Insomma, si vota o non si vota? In TV e alla radio, si sente questo:
“Governo di Transizione”, “Governo Tecnico”, “Governo di Responsabilità”, “Governo di Garanzia”, “Governo di Decantazione”, “Governo di larghe intese”. Tutte definizioni che, volendo raccontare una storia fantastica, darebbe sfogo alla più sfrenata fantasia. La fantasia, in questo caso, è tutta politica. Ogni esponente dell’opposizione ha dato la sua versione e definizione di un Governo che sostituisca quello attualmente in carica, senza dare una soluzione; naturalmente. La soluzione? E chi la conosce, la soluzione. Certamente nessuno.
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Il carrozzone

Che dire? Prima la crisi economica adesso quella finanziaria. Quando in una famiglia si spende più di quanto si introita, prima o poi, si finisce per chiedere un prestito alla banca per vivere, proprio quello che sta accadendo ai vari Paesi, europei e non. I Governi, in barba ai criteri economici del “buon governo”, hanno foraggiato per anni l’assistenzia-lismo di massa, facendo crescere a dismisura il debito pubblico magari, nei periodi del boom economico, quando le aziende potevano camminare con i propri piedi.
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ATO! questo sconosciuto
Tarsu, Tia, Ato, ma… di cosa stiamo parlando?
Quanti di noi conosce il significato di queste sigle? Ne conosciamo l’esistenza perché rappresentano i nostri dolori più acuti quando ci vengono consegnate le bollette dell’acqua e della spazzatura.
TARSU = TAssa sui Rifiuti Solidi Urbani, istituita dal decreto legislativo 507/93
Per il calcolo si tiene conto soltanto dei metri quadrati di superficie che non può essere inferiore all’80% della superficie utile catastale.
Vietato star male
Un giorno uno si sente male. Che male c’è a sentirsi male? Vai dall’analista per fare le analisi, che ti prescrive il medico, e questo ti dice: “mi dispiace non posso accettare la ricetta, questi esami li può fare solo a pagamento. Sa… il budget… sono finiti i soldi che la Regione ci ha assegnato”. Allora provi a cambiare analista, vai da un’altro e un’altro ancora finché non trovi quello sfigato che non ha ancora superato il budget. Puoi andare in ospedale ma devi prenotarti da qui a qualche settimana e se ti senti male non puoi fare prima perché altri sono arrivati prima di te.
La cosa si complica quando hai bisogno di una Risonanza o di una TAC; nove mesi non bastano.
Cosa succede alla sanità siciliana?
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