Test anti-droga
Ha ripreso piede la polemica, scaturita in seguito all’ultimo caso di moralismo politico, circa il test antidroga a cui far sottoporre i parlamentari.
La prima cosa che viene in mente è: “chi se ne frega se i parlamentari si drogano?”
A questi rispondo che non è giusto legiferare per prevenire e reprimere lo spaccio e l’uso di sostanze stupefacenti e poi gli stessi ne facciano uso alimentando così lo stesso mercato che cercano di reprimere.
Per cui sottoporsi al test non dovrebbe essere un atto facoltativo ma obbligatorio così come lo è per gli autisti di autobus e di camion e per tutti i lavoratori di quelle aziende ove lo preveda il sistema di sicurezza sul lavoro e della prevenzione dei rischi.
Le sostanze stupefacenti appannano il cervello di tutti e i parlamentari o chi riveste incarichi istituzionali e pubblici non sono certo esenti, a parte la questione della coerenza e della moralità.
Seguite questo link per capire quanto sia importante che anche chi ci governa e debba necessariamente prendere decisioni importanti, quali quelli di Governo o di legiferazione, non faccia uso di stupefacenti:

La voglia di superiorità, quella italiana, ormai si sa, è puro orgoglio, narcisismo a tutti i pori.
Ultimamente le dichiarazioni del Ministro Calderoli, relative al diverso costo della vita tra nord e sud e le prospettive del ritorno della gabbia salariale, hanno sollevato non poche polemiche sui media nazionali e irritato politici, sindacati e cittadini del sud. I media hanno parlato di “gabbie salariali”, il Ministro corregge dicendo che si riferiva ad un adeguamento territoriale dei salari agganciati al costo della vita ma sul sito ufficiale della Lega Nord scrive “I Dati di Bankitalia confermano la nostra richiesta di gabbie salariali – Sono veramente interessanti i dati diffusi da Bankitalia sulle differenze del costo della vita (-16,5% al Sud rispetto che al Nord) nelle diverse aree del Paese…” 
Può sembrare un paradosso ma la fame nel mondo si è aggravata per colpa della ricchezza.
Come rispondereste ad un amico se questo vi chiedesse del perché non siete comunista? Forse non darete una risposta a questa domanda o forse risponderete così: “in effetti lo sono stato; i tempi cambiano e il Paese è cambiato. Ho sostenuto l’unico uomo coraggioso della vita politica italiana, Enrico Berlinguer. L’unico uomo, del comunismo europeo, che ha avuto il coraggio di dissociarsi dalla concezione marxista dello Stato. Oggi, uomini come quello non ce ne sono più. Il partito di Berlinguer oggi non esiste più, trasformato prima in DS e poi inglobato nel PD insieme ad altri partiti, perdendo la propria identità (quella conquistata dal coraggioso
Casini, per quanto politico – secondo me – è un politico equilibrato. Uno che della coerenza ne ha fatto il cavallo di battaglia. Pensa ed è convinto che con il PD non può andare lontano affetto, ormai, da schizofrenici comportamenti. Non può nemmeno andare a braccetto con Berlusconi, perché dice che, anche se non crede che si possa perdere la democrazia, hanno una visione diversa della politica.
In questi ultimi giorni, alle porte delle elezioni (amministrative ed Europee), si sono palesate proposte tipo: 400 euro al mese per 100.000 giovani del Sud per 10 mesi. Tale bonus, dapprima destinato al dipendente neo assunto, si convertirà in un bonus di 3.000 euro l’anno in favore delle imprese che avranno assunto tali giovani (prima percettori di 400 euro mensili).
C’è chi ne racconta la cronaca, c’è chi polemizza.
Sul caso Eluana mi sono posto molti interrogativi ed ogni volta che pensavo del perché non la lasciassero morire, subito dopo mi pentivo di averlo pensato. Credo che questa fosse la “coscienza” che, al di là di ogni credo religioso, fa capolino in ognuno di noi. Alla fine sono stato spinto, dalla stessa coscienza, a decidere che sarebbe stato meglio, per Eluana e per la famiglia (che l’ha vista per tanti anni soffrire in silenzio), che si lasciasse morire. Al suo posto, lo avrei voluto. E’ giusto che altri decidano per noi la nostra fine?
