<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?>
<rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>CastroPortalWeb</title>
	<atom:link href="http://castroportalweb.altervista.org/blog/?feed=rss2" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>http://castroportalweb.altervista.org/blog</link>
	<description>Portale Blog per dire la tua</description>
	<lastBuildDate>Tue, 03 Nov 2009 20:48:38 +0000</lastBuildDate>
	<generator>http://wordpress.org/?v=2.8.4</generator>
	<language>en</language>
	<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
			<item>
		<title>Test anti-droga</title>
		<link>http://castroportalweb.altervista.org/blog/?p=698</link>
		<comments>http://castroportalweb.altervista.org/blog/?p=698#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 03 Nov 2009 20:48:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Calogero Cinquemani</dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[cocaina]]></category>
		<category><![CDATA[droga]]></category>
		<category><![CDATA[politici]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://castroportalweb.altervista.org/blog/?p=698</guid>
		<description><![CDATA[Ha ripreso piede la polemica, scaturita in seguito all’ultimo caso di moralismo politico, circa il test antidroga a cui far sottoporre i parlamentari.
La prima cosa che viene in mente è: “chi se ne frega se i parlamentari si drogano?”
A questi rispondo che non è giusto legiferare per prevenire e reprimere lo spaccio e l’uso di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img class="alignleft size-full wp-image-699" style="margin-left: 10px; margin-right: 10px;" title="Coca" src="http://castroportalweb.altervista.org/blog/wp-content/uploads/2009/11/Coca.jpg" alt="Coca" width="255" height="216" />Ha ripreso piede la polemica, scaturita in seguito all’ultimo caso di moralismo politico, circa il test antidroga a cui far sottoporre i parlamentari.<br />
La prima cosa che viene in mente è: “chi se ne frega se i parlamentari si drogano?”<br />
A questi rispondo che non è giusto legiferare per prevenire e reprimere lo spaccio e l’uso di sostanze stupefacenti e poi gli stessi ne facciano uso alimentando così lo stesso mercato che cercano di reprimere.<br />
Per cui sottoporsi al test non dovrebbe essere un atto facoltativo ma obbligatorio così come lo è per gli autisti di autobus e di camion e per tutti i lavoratori di quelle aziende ove lo preveda il sistema di sicurezza sul lavoro e della prevenzione dei rischi.<br />
Le sostanze stupefacenti appannano il cervello di tutti e i parlamentari o chi riveste incarichi istituzionali e pubblici non sono certo esenti, a parte la questione della coerenza e della moralità.<br />
Seguite questo link per capire quanto sia importante che anche chi ci governa e debba necessariamente prendere decisioni importanti, quali quelli di Governo o di legiferazione, non faccia uso di stupefacenti:</p>
<p><a href="http://www.stop-cocaina.it/droga/effetti.htm">http://www.stop-cocaina.it/droga/effetti.htm</a></p>
<p><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Cocaina">http://it.wikipedia.org/wiki/Cocaina</a></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://castroportalweb.altervista.org/blog/?feed=rss2&amp;p=698</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Pellegrinaggio a New York</title>
		<link>http://castroportalweb.altervista.org/blog/?p=672</link>
		<comments>http://castroportalweb.altervista.org/blog/?p=672#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 01 Nov 2009 12:58:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Calogero Cinquemani</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Società]]></category>
		<category><![CDATA[castrofilippo]]></category>
		<category><![CDATA[colombo]]></category>
		<category><![CDATA[columbus day]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://castroportalweb.altervista.org/blog/?p=672</guid>
		<description><![CDATA[La voglia di superiorità, quella italiana, ormai si sa, è puro orgoglio, narcisismo a tutti i pori.
Quella dello sperpero di denaro pubblico è una malattia cronica alla quale l&#8217;italiano è ormai abituato, è una logica che ormai  è entrata a far parte del nostro vivere quotidiano. Siamo la Nazione con il più alto debito pubblico, chissà perché!
Una [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img class="size-full wp-image-678  alignleft" style="margin-left: 10px; margin-right: 10px;" title="Colombo" src="http://castroportalweb.altervista.org/blog/wp-content/uploads/2009/10/Colombo.jpg" alt="Colombo" width="255" height="300" />La voglia di superiorità, quella italiana, ormai si sa, è puro orgoglio, narcisismo a tutti i pori.<br />
Quella dello sperpero di denaro pubblico è una malattia cronica alla quale l&#8217;italiano è ormai abituato, è una logica che ormai  è entrata a far parte del nostro vivere quotidiano. Siamo la Nazione con il più alto debito pubblico, chissà perché!<br />
Una volta all’anno, ci riscopriamo pure americanizzati; anche quelli che l’America non l’hanno mai vista. Una volta all’anno ci riscopriamo tutti votati a San Cristoforo Colombo che ha scoperto l’America. Ogni anno, delegazioni della pubblica amministrazione vanno in pellegrinaggio a New York a sventolare bandiere tricolori sulla quinta strada di Manhattan investiti di una particolare delega a rappresentare tutti i cittadini che, fieri di tale evento, spesano la trasferta senza aprire bocca. In migliaia i Sindaci, Presidenti di Province e Regioni, Vigili Urbani, funzionari vari della P.A. e Ministri della Repubblica si riversano nelle strade di New York con un interesse comune: rendere omaggio a un grande uomo, Cristoforo Colombo, che da un grande errore (la scoperta dell’America al posto delle Indie) diede vita alla più grande nazione democratica del mondo, per cui è d’obbligo una visitina alla sua statua al Columbus Circle di New York.<span id="more-672"></span>L’impresa privata ci insegna che ogni spesa debba avere un ritorno che poi, nel tempo, si tramuta in crescita e sviluppo. Certo, misurare il ritorno nella P.A. è un’impresa ardua, possiamo soltanto valutare il contrario dell’efficienza, analizzando le carenze nei servizi pubblici.</p>
<p style="text-align: justify;">Mi chiedo quale sia la molla che fa scattare negli amministratori e funzionari pubblici quel senso di italianità che li spinge (una volta all’anno) a destinare somme di denaro pubblico per una causa che certamente non li riguarda come il “Columbus Day”, festa tutta americana anche se fortemente voluta da emigrati e poi istituita da F.D.Roosevelt come festa nazionale U.S.A. magari per ingraziarsi i milioni di elettori di origine italiana.<br />
Può essere un valore per gli emigrati USA che riconoscono in questa festa un motivo per convalidare la loro gratitudine ad una Società che li ha accolti facendo degli USA, insieme a questi, una grande nazione. Ma perché devono imbarcarsi delegazioni italiane per sfilare un giorno a New York? Qual è lo spirito secondo il quale esalterebbe la comunione di questa grande festa italiana negli USA? E soprattutto quanto costa questo al paese Italia?<br />
Sono curioso di sapere come la pensano i newyorkesi su questa festa.</p>
<p>Da “Il Corriere.it”: da simbolo del diritto alla cittadinanza di ogni immigrato sul suolo americano (“Colombo” ndr), è diventato per molti l&#8217; uomo che aprì la strada alla colonizzazione, allo schiavismo e al quasi totale sterminio dei native americans, il popolo delle praterie spazzato via dalla terra dei padri. E&#8217; proprio la campagna dei discendenti degli Indiani d&#8217; America ad aver portato alla cancellazione dell&#8217; annuale parata a Filadelfia. Mentre è ormai da 11 anni che Columbus, in Ohio, ha interrotto la tradizione per lo stesso motivo: «Era l&#8217; evento dell&#8217; anno, ora ne parlano come se fosse una manifestazione del Ku Klux Klan», ricorda Joseph Contino, pilota della National Guard, che cerca da sempre di rianimarla. Alla Brown University, prestigiosa istituzione della Ivy League, una campagna degli studenti native-americans, contraria a celebrare un «esploratore che mise in catene il popolo che aveva scoperto», ha convinto il rettore a ribattezzare il giorno festivo col più neutrale «Fall Weekend», fine-settimana d&#8217; autunno. «Stiamo andando di Stato in Stato, per chiedere ai governi di abolire questa festività.</p>
<p>La Nina, la Pinta e la Santa Maria, insomma, non sono viste di buon grado dal popolo americano.<span id="_marker"> </span></p>
<p style="text-align: justify;">Clyde Haberman, in un suo articolo pubblicato sul The New York Times il 12 ottobre 2009, scrive che il Columbus Day è semplicemente una occasione per i politici, tipo Bloomberg e Thompson,  per farsi notare dalle migliaia di persone che stazionano sui marciapiedi e paragona questi ai fastidiosi zii a un matrimonio: bisogna invitarli, piaccia o no. Specialmente al Columbus Day, dal momento che la manifestazione si svolge in prossimità delle elezioni. Sempre il The New York Times scrive che il 12 ottobre scorso alla sfilata vi erano più partecipanti che spettatori e questa astensione, in una città con più di 8.000.000 di abitanti (uno dei 10 comuni più popolati del mondo), la dice un po’ lunga sull&#8217;indifferenza degli americani.</p>
<p style="text-align: justify;">E’ veramente così importante per quelli che restano, tanto che si delega altri a sfilare per loro?<br />
Magari si dirà: “per rinsaldare i legami con gli emigrati e mantenerne sempre vivi i rapporti”. Forse si riferiscono ai già saldi legami di parentela che certamente non hanno bisogno di altri legacci? Non sarà magari una scusa, quella del Columbus Day, per visitare New York? I politici cambiano, si sa, pertanto all’amministratore di turno spetta il viaggetto a New York dal momento che il suo predecessore lo ha già fatto, il viaggetto. Alla faccia della recessione economica e della parsimonia con cui si pretenderebbe che vengano gestite le sempre più esigue risorse finanziarie pubbliche. Salvo poi lamentarsi che le strutture non possono realizzarsi per carenza di fondi. Sì perché un piagnisteo comune dei politici è proprio questo: lamentarsi per carenza di fondi. Bè, la trasparenza vuole che le amministrazioni debbano giustificare le spese. Perché non cominciano con l’elenco delle destinazioni di pubblica utilità a cui hanno sottratto le, seppur esigue, somme di denaro pubblico e a giustificarne la spesa con un altrettanto ritorno di vantaggio per i cittadini? Credo che avranno molta difficoltà in questo senso. Gli investimenti pubblici, si sa, durano nel tempo e prima o poi un ritorno a vantaggio dei cittadini lo avranno; il Columbus Day, invece? Aspetteremo con ansia i vantaggi di questo quasi centenario evento.</p>
<p style="text-align: justify;">Da un’indagine di Panorama, il bilancio della Regione Siciliana nel 2005, relativamente al capitolo «spese per trasferte e viaggi di aggiornamento inerenti allo svolgimento delle funzioni parlamentari» raggiunge la ragguardevole somma di 2,85 miliardi di euro (cifra che comprende, però, anche i rimborsi spese di trasporto nazionali pari a 10.095,70 euro l&#8217;anno per ognuno dei 90 deputati). Con quale coscienza hanno impiegato due miliardi e ottocentocinquantamilioni di euro per trasferte, viaggi ed aggiornamenti quando la Sicilia è sempre stata il fanalino dell’Europa? dove la sanità, la scuola, l’università, le infrastrutture, sono penalizzati a tutti i livelli? Con tutti i denari spesi per aggiornamenti, questi funzionari dovrebbero acquisire lo status di geni e invece il bilancio della Regione Sicilia è allo sfascio. Spesso accade che rigide ed inutili logiche di bilancio impongano un utilizzo mirato di fondi già destinati a progetti datati e di nessun ritorno sociale a scapito di soluzioni idonee a risolvere i problemi. Pertanto lo sperpero è d’obbligo.</p>
<p style="text-align: justify;">Per quanto tempo ancora, dobbiamo sorbirci tali …. (ognuno ci metta la parola che vuole) dai burocrati che dell’amministrazione pubblica se ne infischiano? Magari penseranno che i fondi per i loro sperperi arrivino da chissà dove e non immaginano neanche che la collettività sta pagando i loro errori.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://castroportalweb.altervista.org/blog/?feed=rss2&amp;p=672</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Il Times scopre l&#039;Italia!</title>
		<link>http://castroportalweb.altervista.org/blog/?p=585</link>
		<comments>http://castroportalweb.altervista.org/blog/?p=585#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 23 Aug 2009 14:23:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Calogero Cinquemani</dc:creator>
				<category><![CDATA[Curiosità]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Società]]></category>
		<category><![CDATA[italiani]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://castroportalweb.altervista.org/?p=585</guid>
		<description><![CDATA[L&#8217;Italia è stata da sempre la nazione della cultura, della diversità, della bellezza in quanto diversità. Oggetto di invasioni e conquiste da parte di tutti i popoli del mediterraneo e non. Ognuno di loro ha lasciato la propria impronta che è rimasta visibile nei tempi. Tanti popoli, tante culture. L&#8217;Italia per questo è stata sempre oggetto [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img class="size-full wp-image-602 alignleft" style="margin-left: 10px; margin-right: 10px;" title="bigben" src="http://castroportalweb.altervista.org/blog/wp-content/uploads/2009/08/bigben.jpg" alt="bigben" />L&#8217;Italia è stata da sempre la nazione della cultura, della diversità, della bellezza in quanto diversità. Oggetto di invasioni e conquiste da parte di tutti i popoli del mediterraneo e non. Ognuno di loro ha lasciato la propria impronta che è rimasta visibile nei tempi. Tanti popoli, tante culture. L&#8217;Italia per questo è stata sempre oggetto di turismo e ha avuto l&#8217;appellativo di &#8220;Bel Paese&#8221; e &#8221;culla della civiltà&#8221;. Gli inglesi non ci hanno mai dato niente ma adesso ci danno lezioni di bon ton.<span id="more-585"></span></p>
<p style="text-align: justify;">Marcello Veneziani, su &#8220;Il Giornale&#8221;, scrive: &lt;&lt;Se le nazioni hanno una personalità, l’Italia è una tra le personalità più spiccate al mondo. Ha un carattere, ha un’indole, ha una bella lingua, uno stile e una cucina, ha una conformazione geografica inequivocabile, ha una lunga storia, una grande arte, una viva intelligenza e ha suoi tipici sbalzi d’umore, tra malumore e umorismo.&gt;&gt;</p>
<p style="text-align: justify;">Oggi gli italiani sono bistrattati, umiliati, vengono additati come un popolo di maleducati. Vengono stilate le classifiche delle città dove conviene fare le vacanze e dove non conviene prendere nemmeno un caffè. Sarà snobismo post-crisi? E&#8217; guerra aperta con i tabloid britannici. Italia &#8211; Times, vince ancora il Times e l&#8217;Italia incassa, anzi gli italiani incassano e una gran parte di questi applaudiscono anche. <a href="http://www.timesonline.co.uk/tol/comment/columnists/matthew_parris/article4431914.ece" target="_blank">Il Times ci sta stilando il nuovo galateo </a>a cui tutti dobbiamo uniformarci; in primis: &#8220;non scavalcare mai la fila&#8221;. Penso e sono convinto che italiani maleducati ce ne siano così come ce ne sono anche di britannici. Da questo a dire che gli italiani sono un popolo di maleducati, insomma è come fare di tutta l&#8217;erba un fascio&#8230;  è come dire che tutti gli inglesi sono hooligans; magari potranno inviare questi ultimi a darci lezioni di bon ton. Mi chiedo solo se i giornalisti del Times, Parris compreso, abbiano le carte in regola e la giusta autorevolezza per dettare le norme comportamentali per l&#8217;educazione degli italiani.</p>
<p>Aggiornamento 6 settembre 2009<br />
Daniela Coli su L&#8217;Occidentale scrive:</p>
<div>Il declino della Gran Bretagna</div>
<h2><a href="http://www.loccidentale.it/articolo/la+gran+bretagna+dei+baby+killer+ama+pi%C3%B9+parlare+del+cav.+che+di+un+paese+in+declino.0077628" target="_blank">Piccoli barbari crescono nel paese dell&#8217;orgoglio british e della lotta al Cav</a></h2>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://castroportalweb.altervista.org/blog/?feed=rss2&amp;p=585</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Da che parte pende la bilancia?</title>
		<link>http://castroportalweb.altervista.org/blog/?p=559</link>
		<comments>http://castroportalweb.altervista.org/blog/?p=559#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 10 Aug 2009 20:38:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Calogero Cinquemani</dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Società]]></category>
		<category><![CDATA[crisi]]></category>
		<category><![CDATA[nord]]></category>
		<category><![CDATA[salari]]></category>
		<category><![CDATA[sicilia]]></category>
		<category><![CDATA[sud]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://castroportalweb.altervista.org/?p=559</guid>
		<description><![CDATA[Ultimamente le dichiarazioni del Ministro Calderoli, relative al diverso costo della vita tra nord e sud e le prospettive del ritorno della gabbia salariale, hanno sollevato non poche polemiche sui media nazionali e irritato politici, sindacati  e cittadini del sud. I media hanno parlato di “gabbie salariali”, il Ministro corregge dicendo che si riferiva ad un adeguamento [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img class="size-full wp-image-557    alignleft" style="margin-left: 10px; margin-right: 10px;" title="cartina" src="http://castroportalweb.altervista.org/blog/wp-content/uploads/2009/08/cartina.jpg" alt="cartina" />Ultimamente le dichiarazioni del Ministro Calderoli, relative al diverso costo della vita tra nord e sud e le prospettive del ritorno della gabbia salariale, hanno sollevato non poche polemiche sui media nazionali e irritato politici, sindacati  e cittadini del sud. I media hanno parlato di “gabbie salariali”, il Ministro corregge dicendo che si riferiva ad un adeguamento territoriale dei salari agganciati al costo della vita ma sul sito ufficiale della Lega Nord scrive “I Dati di Bankitalia confermano la nostra richiesta di gabbie salariali &#8211; Sono veramente interessanti i dati diffusi da Bankitalia sulle differenze del costo della vita (-16,5% al Sud rispetto che al Nord) nelle diverse aree del Paese&#8230;” <span id="more-559"></span>Il Ministro Calderoli, con le sue uscite continua a provocare il sud (qualcuno dice che così facendo cerca di avvicinarsi al confine del secessionismo). La Lega, ancora una volta, mette avanti a tutto il nord e le loro dichiarazioni non fanno altro che istigare alla divisione sociale e al razzismo. Le statistiche sappiamo tutti cosa sono e dove portano se male interpretate e compilate. Il costo della vita al sud è più basso che al nord e a parità di trattamento salariale il sud starebbe meglio del nord. Queste le affermazioni della Lega pertanto, bisogna equiparare i salari al costo della vita; pensiero, da un punto di vista economico, sbagliato. I dati statistici se letti singolarmente dicono poco o niente. Il Ministro della nostra Repubblica avrà letto solo il dato che gli interessava leggere separandolo dal contesto statistico. A questo punto partiamo da qualche dato ISTAT:</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.istat.it/salastampa/comunicati/non_calendario/20090730_00/testointegrale20090730.pdf" target="_blank"><img class="aligncenter size-full wp-image-566" title="istat" src="http://castroportalweb.altervista.org/blog/wp-content/uploads/2009/08/istat.jpg" alt="istat" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Per l’<a href="http://www.istat.it/salastampa/comunicati/non_calendario/20090730_00/testointegrale20090730.pdf" target="_blank">ISTAT</a> il mezzogiorno ha il più alto tasso di povertà che, per il 2008, si attesta al 23,8%. Al sud le famiglie con 5 o più componenti rappresentato il 38,1% mentre al nord tale indice è del 12,8%. Il mezzogiorno ha il più alto tasso di povertà che, per il 2008, si attesta al 23,8% contro il 4,9 del nord. Nel 2008 le persone povere nel mezzogiorno erano 1.686.000 su 20.740.000 residenti mentre al nord risultavano 848.000 le persone povere su 26.919.000 residenti.</p>
<p style="text-align: justify;">Riporto in sintesi una parte della pubblicazione della Banca d’Italia, “<a href="http://www.bancaditalia.it/pubblicazioni/econo/ecore/sintesi/eco_reg_2008/economia_regioni_italiane_2008.pdf" target="_blank">L’economia delle Regioni italiane nell’anno 2008</a>”:<br />
• la componente aziendale delle retribuzioni aggiuntiva rispetto ai minimi contrattuali nazionali, era nel Mezzogiorno di 5-6 punti percentuali inferiore rispetto al Nord per gli operai e di 8-9 punti per gli impiegati. La quota dei dipendenti che guadagna solo i minimi salariali nazionali era del 10 per cento circa nel Nord, del 30 al Centro e di oltre il 40 per cento nel Mezzogiorno.<br />
• I prezzi del mercato immobiliare sono scesi nel nord dello 0,8% contro il 3,6% del sud. (“Questo sicuramente farebbe gola a Calderoli e alla Lega peccato che sia soltanto un dato riflesso dell’aumento della povertà al sud”. ndr)<br />
• La flessione dell’occupazione nel Mezzogiorno si è attestata su un -0,7% mentre al nord c’è stato un lieve aumento dello 0,3%;<br />
• Il lavoro nell’industria è diminuito dell’1,4% al nord e del 2% al sud;<br />
• Il numero di occupati nelle imprese tra 20 e 49 addetti è diminuito dell’1,4 per cento al Centro Nord e del 3,7 per cento nel Mezzogiorno;<br />
• Il tasso di occupazione della popolazione in età lavorativa si è attestato nel 2008 al 66 per cento circa nel Nord, mantenendosi inferiore di circa 4 punti percentuali al Centro e di oltre 20 punti nel Mezzogiorno;<br />
• Per le donne, il tasso di occupazione è del 57 per cento circa nel Nord, mantenendosi inferiore di 5 punti al Centro e di <strong>ben 27 punti nel Sud e Isole</strong> (e questo dimostra il monoreddito familiare del sud. ndr)</p>
<p style="text-align: justify;">La Banca d’Italia nello stesso rapporto, ancora scrive:<br />
“I dati sulle condizioni economiche delle famiglie confermano l’esistenza di un ampio divario tra il Mezzogiorno e il Centro Nord, che non si è modificato in misura significativa nel corso degli ultimi anni. L’aumento della disoccupazione connesso alla crisi economica potrebbe aggravare il rischio di povertà delle famiglie italiane, in particolare nelle regioni meridionali.” Per non parlare dei tassi sui mutui più alti al sud.</p>
<p style="text-align: justify;">Sono queste le statistiche che Calderoli dovrebbe leggere e studiarsi i dati attentamente affinché le Sue proposte siano dirette a ridurre il vero divario nord-sud.</p>
<p style="text-align: justify;">• il sud consuma e utilizza merci prodotte al nord il cui prezzo, per via dei costi di trasporto, è maggiore;<br />
• un cittadino del sud per fare una Risonanza Magnetica deve aspettare mesi costringendolo a rivolgersi alle strutture private, a pagamento. Fate una ricerca sul Sito del Ministero del Lavoro, della Salute e delle Politiche Sociali nella sezione “<a href="http://www.ministerosalute.it/infoSalute/PagineSalute/cerca.jsp" target="_blank">Trova l’Ospedale giusto</a>”; nel box Regione scrivete “Sicilia” e nelle apparecchiature selezionate “Tomografo a Risonanza Magnetica”, il sistema vi suggerirà 24 strutture trovate, 1 centro ogni 209.917 abitanti; per la Lombardia, invece, ne proporrà 62, 1 centro ogni 156.451 abitanti;<br />
• un cittadino del sud per una visita medica specialistica deve aspettare mesi e così si rivolge a studi privati a pagamento.</p>
<p style="text-align: justify;">Al sud, proprio per la mancanza di lavoro, le famiglie sono per la maggior parte monoreddito cosa che, invece, non appartiene al nord e la statistica pubblicata dalla Banca d’Italia circa l’impiego delle donne è molto chiara, 57% a Nord, 30% al Sud.<br />
Questo è il sud. Se in Sicilia cerchi uno specialista devi fare 200 Km. se lo cerchi al nord ne fai 20. Una famiglia del sud cresce i propri figli non fino a 18 anni ma oltre perché non trovano lavoro e le sedi dei concorsi sono sempre al nord e per affrontarli bisogna fare molta strada. Di quale statistiche stiamo parlando? Non vengano prese per strumentalizzare una questione che da tanti, da molti anni è stata oggetto di polemica. E’ vero c’è una disparità tra il nord e il sud  a discapito di quest’ultimo e credo che ci sarà sempre fino a quando le industrie saranno al nord e fino a quando la benzina, le assicurazioni e i generi di prima necessità saranno più cari al sud che al nord. Per dire che la vita al sud sia meno cara del nord non credo che basti una statistica e questo il Ministro lo sa bene. E’ vero, la casa in affitto costa meno al sud ma qui a pagare l’affitto è un solo reddito. Se proprio la Lega vorrà contestare il prezzo degli affitti, se la prenda con i proprietari di case e i palazzinari del nord. Facciano approvare una legge che metta un tetto al costo dell’affitto, rimettano mano all’equo canone e soprattutto non strumentalizzino il sud per sollecitare malumori al nord su problemi inesistenti che mirano soltanto a racimolare voti a discapito della dignità della gente del sud. La Lega, commissioni una statistica che ci faccia conoscere il numero delle famiglie monoreddito del sud e quelle del nord. E poi, parlare di gabbia salariale&#8230; proprio adesso! Se, invece, il Ministtro Calderoli ha un concetto chiaro della cosa, lo esponga in maniera chiara così che tutti capiscano.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://castroportalweb.altervista.org/blog/?feed=rss2&amp;p=559</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>La Sicilia delle baracche</title>
		<link>http://castroportalweb.altervista.org/blog/?p=454</link>
		<comments>http://castroportalweb.altervista.org/blog/?p=454#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 01 Aug 2009 19:52:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Calogero Cinquemani</dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Società]]></category>
		<category><![CDATA[abruzzo]]></category>
		<category><![CDATA[belice]]></category>
		<category><![CDATA[calabria]]></category>
		<category><![CDATA[messina]]></category>
		<category><![CDATA[sicilia]]></category>
		<category><![CDATA[terremoto]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://castroportalweb.altervista.org/?p=454</guid>
		<description><![CDATA[
14 gennaio 1968, ragazzini giocavamo a pallone nella Piazzetta Rinaldi quando a un tratto la terra, sotto i nostri piedi, cominciò a tremare. Qualcuno gridò: &#8220;il terremoto!&#8221; Scappammo impauriti. Alle 13, 29 del 14 gennaio 1968 la terra di Sicilia venne colpita al cuore già martoriato dalla disoccupazione e dalla emigrazione, dove si viveva di stenti [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="size-full wp-image-521    alignleft" title="Baracche a Messina" src="http://castroportalweb.altervista.org/blog/wp-content/uploads/2009/07/baracche_ME.jpg" alt="Baracche a Messina" /></p>
<p style="text-align: justify;">14 gennaio 1968, ragazzini giocavamo a pallone nella Piazzetta Rinaldi quando a un tratto la terra, sotto i nostri piedi, cominciò a tremare. Qualcuno gridò: &#8220;il terremoto!&#8221; Scappammo impauriti. Alle 13, 29 del 14 gennaio 1968 la terra di Sicilia venne colpita al cuore già martoriato dalla disoccupazione e dalla emigrazione, dove si viveva di stenti ma con dignità. I paesi colpiti dal grande dramma furono Montevago, Gibellina, Salaparuta rasi completamente al suolo poi Poggioreale, Santa Ninfa, Salemi, Roccamena, Santa Margherita Belice maggiormente danneggiati e ancora altre decine di comuni con danni lievi. <span id="more-454"></span>Un terremoto di vaste proporzioni che ha interessato le tre provincie di Trapani, Agrigento e Palermo. Si contarono 370 morti, i feriti non si poterono contare, gli sfollati furono intorno ai centomila. Se quella fatidica scossa fosse avvenuta di notte, immaginiamoci intere generazioni cancellate per sempre. La pioggia, nei giorni a seguire, rese ancora più difficili le operazioni di salvataggio. Tanto si è detto riguardo ai finanziamenti, centinaia di miliardi delle vecchie lire, che non sono bastati. Nel 2006, dopo 38 anni, nella valle del Belice finalmente <a href="http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=73930&amp;PRINT=S" target="_blank">scompaiono le baracche</a> (che nel tempo erano state ricostruite).</p>
<p style="text-align: justify;">Nel 1908, il 28 dicembre (sessant&#8217;anni prima del Belice), la Sicilia e la Calabria furono inesorabilmente tramortite da un fortissimo terremoto, che rase al suolo Reggio e Messina, ritenuto una delle maggiori catastrofi del XX secolo. La distruzione fù totale perchè le scosse furono seguite da uno tsunami. A Messina, al centro di Messina, vive ancora gente nelle baracche ed in occasione del centenario (2008) la RaiTG2, in un suo dossier di approfondimenti, dedica all&#8217;evento un servizio. <a href="http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2009/04/26/terremotati-messina-cent-anni-nelle-baracche.html" target="_blank">Dopo cento anni e sei mesi ancora si vive nelle baracche</a>.</p>
<p style="text-align: justify;">E poi vennero anche il Friuli e il Molise che furono ricostruiti in tempi, si può dire, da record. Qui, evidentemente, qualcuno ha vigilato. In Sicilia non è stato così. Ad aprile scorso l&#8217;immane tragedia si abbattè anche sull&#8217;Abbruzzo. L&#8217;Aquila è stata distrutta ma la qualità e la tempestività dei soccorsi hanno alleviato molte sofferenze. Il Governo, qui, promette la ricostruzione in tempi brevi e tutti avranno un tetto entro fine anno. Bene, in un Paese civile questo è d&#8217;obbligo ma non in Sicilia (tutto un&#8217;altro mondo).</p>
<p style="text-align: justify;">Non per fare retorica ma, il nostro Governo potrebbe anche ricordarsi delle baracche di Messina e fare una capatina, lì sui luoghi, per rendersi conto di come stanno realmente le cose. Dirigendo anche lì i lavori di fine ricostruzione. La nostra Regione, con tutti i miliardi  &#8211; che in 60 anni di Repubblica &#8211; ha incamerato dallo Stato, non è riuscita a dare un riparo dignitoso a quella gente dimostrando di non sapere gestire i fondi pubblici. Adesso arrivano pure i FAS; chissà se qualcosa resterà per demolire questa vergogna tutta siciliana e quelle baracche per dare, finalmente, dignità alla Città di Messina e a quelle persone che da due generazioni (se non tre) si sono alternati in quelle baracche in condizioni igieniche che tutti riusciamo a immaginare.</p>
<p style="text-align: justify;">Abruzzesi, non mollate! siate vigili.</p>
<p><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="425" height="344" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/O15PrdMatC4&amp;hl=it&amp;fs=1&amp;" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="425" height="344" src="http://www.youtube.com/v/O15PrdMatC4&amp;hl=it&amp;fs=1&amp;" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://castroportalweb.altervista.org/blog/?feed=rss2&amp;p=454</wfw:commentRss>
		<slash:comments>2</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Condivisione? Uno &quot;slogan&quot;</title>
		<link>http://castroportalweb.altervista.org/blog/?p=480</link>
		<comments>http://castroportalweb.altervista.org/blog/?p=480#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 22 Jul 2009 20:59:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Calogero Cinquemani</dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Società]]></category>
		<category><![CDATA[governo]]></category>
		<category><![CDATA[parlamento]]></category>
		<category><![CDATA[presidente]]></category>
		<category><![CDATA[repubblica]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://castroportalweb.altervista.org/?p=480</guid>
		<description><![CDATA[Il 1° gennaio 1948 entra in vigore la Costituzione della Repubblica Italiana composta da 139 articoli e da allora è stata il guardiano della nostra libertà. 61 anni di democrazia. Adesso si prende spunto per strumentalizzarne i contenuti a fini puramente demagogici.
Qui, ne vorrei riportare qualcuno:
Art. 138 &#8211; Le leggi di revisione della Costituzione e le [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://castroportalweb.altervista.org/wp-content/uploads/2009/07/logorepublica.jpg"></a><a href="http://castroportalweb.altervista.org/wp-content/uploads/2009/07/logorepublica.jpg"></a><a href="http://castroportalweb.altervista.org/wp-content/uploads/2009/07/logorepublica.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-499" style="margin-left: 10px; margin-right: 10px;" title="Republica Italiana" src="http://castroportalweb.altervista.org/blog/wp-content/uploads/2009/07/logorepublica.jpg" alt="Republica Italiana" /></a>Il 1° gennaio 1948 entra in vigore la Costituzione della Repubblica Italiana composta da 139 articoli e da allora è stata il guardiano della nostra libertà. 61 anni di democrazia. Adesso si prende spunto per strumentalizzarne i contenuti a fini puramente demagogici.</p>
<p style="text-align: justify;">Qui, ne vorrei riportare qualcuno:</p>
<p style="text-align: justify;"><em>Art. 138 &#8211; <span style="text-decoration: underline;">Le leggi di revisione della Costituzione</span> e le altre leggi costituzionali sono adottate da ciascuna Camera con due successive deliberazioni ad intervallo non minore di tre mesi, e sono approvate a maggioranza assoluta dei componenti di ciascuna Camera nella seconda votazione. Le leggi stesse sono sottoposte a referendum popolare quando, entro tre mesi dalla loro pubblicazione, ne facciano domanda un quinto dei membri di una Camera o cinquecentomila elettori o cinque Consigli regionali. La legge sottoposta a referendum non è promulgata, se non è approvata dalla maggioranza dei voti validi. Non si fa luogo a referendum se la legge è stata approvata nella seconda votazione da ciascuna delle Camere a maggioranza di due terzi dei suoi componenti. <span id="more-480"></span></em></p>
<p style="text-align: justify;">Quando sento che il Governo vorrebbe cambiare la Costituzione come gli aggrada, allora, mi rileggo questo articolo e ad un tratto la paura sfuma e penso: &#8220;chi dice questo conosce la Costituzione oppure lo fa soltanto per generare paura e condizionare la coscienza dei cittadini?&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;">Art. 74  &#8211; <em>Il Presidente della Repubblica, prima di promulgare la legge, può con messaggio motivato alle Camere chiedere una nuova deliberazione. Se le Camere approvano nuovamente la legge, questa deve essere promulgata.</em></p>
<p style="text-align: justify;">Mettete che una legge sia stata approvata, dopo un iter lunghissimo, da entrambe le Camere e con una maggioranza inequivocabile con decine di emendamenti (soprattutto avanzati dall&#8217;opposizione) e che questa &#8211; dopo l&#8217;approvazione &#8211; non mostri i sintomi di una legge malata, perchè il Presidente della Repubblica dovrebbe chiedere alle Camere una nuova deliberazione? Non basta la motivazione: &#8220;per fare contenti i deputati dello schieramento X e dei loro iscritti&#8221;. Se la legge tornasse alle Camere e questa venisse nuovamente approvata, cosa dovrebbe fare il Capo dello Stato? chiedere il permesso a loro per promulgarla?  Può il Capo dello Sato rimandare una legge alle Camere ogni volta che un deputato segretario di partito è contrario alle deliberazioni del Parlamento? In questo caso non ci sarebbe legge approvata che possa essere promulgata, visti i &#8220;no&#8221;  scontati dell&#8217;opposizione su ogni provvedimento emanato. &#8220;Messaggio motivato&#8221; non sta per &#8220;discrezionalità dell&#8217;opposizione&#8221;. Leggete l&#8217;articolo di Antonio Polito su &#8220;Il Riformista&#8221; - <a href="http://www.ilriformista.it/stories/Prima%20pagina/77209/" target="_blank">Assalto al Colle</a></p>
<p style="text-align: justify;">Il termine &#8220;condivisione&#8221; sembra ormai più uno slogan che un&#8217;esigenza politica.</p>
<p style="text-align: justify;">«<em>Se voi volete andare in pellegrinaggio nel luogo dove è nata la nostra Costituzione, andate nelle montagne dove caddero i partigiani, nelle carceri dove furono imprigionati, nei campi dove furono impiccati. Dovunque è morto un Italiano per riscattare la libertà e la dignità, andate lì, o giovani, col pensiero, perché lì è nata la nostra costituzione.</em> » <em>(</em><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Piero_Calamandrei" target="_blank"><em>Piero Calamandrei</em></a><em>)</em></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://castroportalweb.altervista.org/blog/?feed=rss2&amp;p=480</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Avete presente una mailing-list?</title>
		<link>http://castroportalweb.altervista.org/blog/?p=461</link>
		<comments>http://castroportalweb.altervista.org/blog/?p=461#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 20 Jul 2009 21:57:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Calogero Cinquemani</dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Società]]></category>
		<category><![CDATA[5-blog]]></category>
		<category><![CDATA[facebook]]></category>
		<category><![CDATA[internet]]></category>
		<category><![CDATA[mailing-list]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://castroportalweb.altervista.org/?p=461</guid>
		<description><![CDATA[Inizialmente sembra tutto a posto, scrivi, fai conoscere agli altri le tue idee, a volte condivise e a volte no. Fin qui tutto a posto, in un’area mediatica come quella di una mailing-list, di un forum o di un blog ciascuno scrive quello che pensa altri dissentono, altri ancora ne condividono i contenuti. Queste possono, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://castroportalweb.altervista.org/blog/wp-content/uploads/2009/07/dissenso.jpg" target="_blank"><img class="alignleft size-full wp-image-465" style="margin-left: 10px; margin-right: 10px;" title="dissenso" src="http://castroportalweb.altervista.org/blog/wp-content/uploads/2009/07/dissenso.jpg" alt="dissenso" /></a>Inizialmente sembra tutto a posto, scrivi, fai conoscere agli altri le tue idee, a volte condivise e a volte no. Fin qui tutto a posto, in un’area mediatica come quella di una mailing-list, di un forum o di un blog ciascuno scrive quello che pensa altri dissentono, altri ancora ne condividono i contenuti. Queste possono, anzi devono essere espressione di democrazia con la quale si identifica un popolo, vista la quantità impressionante di queste forme di aggregazione oggi esistenti in rete.<br />
Spesso mi sono trovato a discutere in questi forum o partecipare a commenti di blog e ho partecipato anche ad una mailing-list. Ho notato che spesso ci si lascia andare (due o tre partecipanti non di più) a delle vere e proprie espressioni di linciaggio con aggressioni verbali che molte volte sfociano anche nella volgarità palese ed altre volte nascoste, con subdola maestria, tra le righe.<span id="more-461"></span> A volte, in queste aggregazioni alcuni si spacciano per altri o nascondono la propria identità dietro nickname strani, altre volte, anche se palesano la propria identità, riportano news con la tecnica del copia e incolla da siti di medicina come italiasalute.it o riportano articoli interi di giornali online omettendo appositamente la fonte, dalla quale hanno tratto la notizia, spacciandole per farina del proprio sacco; anche questa una forma di mascheramento. A questi è facile togliere  la maschera; basta copiare una riga ed incollarla sul motore di ricerca per trovare subito la fonte e farsi così l’idea (falsa e copiona) della persona che ti ha mandato quel messaggio.<br />
Questi messaggi hanno sempre uno sfondo politico e di solito vengono utilizzati per aggredire un’altro iscritto che si è permesso di dissentire le loro opinioni.<br />
Quello che più mi preoccupa è la moltitudine di questi atteggiamenti sparsi in giro per la rete che, sommati, fanno veramente impressione e stanno a dimostrare che, per quanto questi signori vogliano una rete democratica dove denunciano la perdita della libera informazione, poi sono gli stessi che, con aggressioni mirate imbavagliano chi vuole esprimersi con proprie idee e non con quella degli altri. Proprio l’altro giorno Gianpaolo Pansa, su “ilriformista.it” del 12/07/09, lanciava una vera e propria denuncia su atteggiamenti che possono influenzare i “deboli di spirito”.<br />
Pansa scrive: &#8220;Vorrei dire alla coppia Mauro &amp; Hamaui di stare molto attenti nel dipingere l’Italia più o meno come la dipinge Di Pietro: un paese prono davanti al nuovo Mussolini di Arcore. Le testate che guidano contano ben di più degli strilli di un capopopolo di passaggio. Giocare col fuoco è pericoloso. Ce la siamo scordata la stagione del terrorismo? Quando persino Aldo Moro sembrò un Hitler delle multinazionali. E per questo fu rapito e assassinato..&#8221;<br />
Maurizio Belpietro su Panorama di questa settimana, scrive:<br />
“C’è una cultura di odio, una violenza che per ora è verbale, ma che non è detto resti tale. Punta alla demolizione di chi la pensa diversamente: nemici di cui sbarazzarsi. Per questa cultura chi manifesta opinioni dissonanti non ha dignità né onore, non ha diritto di parola, fa schifo e basta. Non è un uomo, ma un servo.”<br />
Pansa e Belpietro, due giornalisti di due testate politicamente opposti ma che in tema di intolleranza la pensano alla stessa maniera.<br />
Parole che ci devono far pensare perché sono assolutamente veritiere e tutti quelli che frequentano i gruppi in rete, questo lo sanno e lo vivono costantemente. L’emulazione cultural-giornalistica è molto presente in rete forte, a volte, dell’anonimato garantito dal nickname.<br />
Il fatto è che questi aggregatori di iscritti sono moderati e devono essere proprio i moderatori che devono vigilare affinchè non si alimenti la cultura dell’intolleranza, della lotta sociale e della lotta ideologico-politica e, al contrario, venga alimentata quella della tolleranza, dello scontro democratico e civile. Vorrei riportare un breve accenno ad uno degli attacchi ricevuti, dal sottoscritto, in una delle solite e-mail inviate tramite mailing-list:<br />
“Qualche italiano, abbagliato dai marginali privilegi derivanti dal potere in atto e condizionato da una falsa visione del mondo, elaborata attraverso la finestrella della televisione casalinga e tramite le manipolate veline di agenzie stampa padronali, senza mettere il naso fuori dalla propria minuta realtà, vorrebbe farci credere che la realtà è quella che descrive con evidenti pregiudizi e prese di posizioni preconfezionate.”<br />
Una frase, questa, che dice poco e niente, parole vuote e senza senso frutto di letture frettolose che impressionano nel cervello alcune parole che poi vengono aggregate in qualcosa che si vuole far passare per discorso. Ma tra le righe si maschera l’offesa, nonché una subdola e strisciante intolleranza verso gli altri che denota l’arretratezza feudale di un individuo che invece di migliorarsi và indietro nel tempo e a questi risponderei con un’altra citazione feudale di Erasmo da Rotterdam che, intorno al 1500, scriveva:<br />
<em>&#8220;Anche in questo, infatti, intendo imitare i retori del nostro tempo, che si credono proprio degli Dèi se, a mo&#8217; delle sanguisughe, mostrano due lingue, e considerano una grande impresa inserire nel discorso latino, come in un intarsio, qualche paroletta greca, che magari era proprio fuori posto. Se poi fanno loro difetto termini esotici, tirano fuori da pergamene ammuffite quattro o cinque termini arcaici con cui rendere oscuro il testo al lettore. Così chi riesce a capire è più soddisfatto di sé, e chi non capisce ammira tanto di più quanto meno capisce. Tra gli eletti piaceri dei nostri contemporanei, infatti, c&#8217;è anche questo: esaltare tanto di più una cosa, quanto più è straniera. I più ambiziosi ridono e applaudono e, come gli asini, muovono le orecchie, dando ad intendere agli altri di avere capito tutto.&#8221;</em><br />
Alla fine, stufo di queste aggressioni antidemocratiche e stanco di cancellare e-mail spazzatura, che ricevevo giornalmente (tutte uguali e con lo stesso fine), ho deciso di cancellarmi anzi, dato che non è prevista la cancellazione diretta, ho dovuto cancellare l’alias con cui mi ero iscritto.<br />
Colgo l’occasione per ringraziare di cuore gli amici della mailing-list per avermi accolto e mi scuso con tutti i partecipanti per avere fatto in modo di non ricevere più e-mail, che torneranno indietro, ma non potevo più sopportare l’indirizzo unilaterale e la piega di intolleranza che avevano preso i dialoghi.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://castroportalweb.altervista.org/blog/?feed=rss2&amp;p=461</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Fame e ricchezza</title>
		<link>http://castroportalweb.altervista.org/blog/?p=371</link>
		<comments>http://castroportalweb.altervista.org/blog/?p=371#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 27 Jun 2009 11:14:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Calogero Cinquemani</dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Società]]></category>
		<category><![CDATA[fame]]></category>
		<category><![CDATA[onu]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://castroportalweb.altervista.org/?p=371</guid>
		<description><![CDATA[Può sembrare un paradosso ma la fame nel mondo si è aggravata per colpa della ricchezza.
La crisi economica e finanziaria è stata generata proprio dalla ricchezza. Detentori del potere del denaro, i banchieri americani hanno ceduto alla tentazione dei soldi facili, quelli che si moltiplicano con gli investimenti a rischio. Stavolta il rischio, invece, li [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img class="size-full wp-image-370 alignleft" style="margin-left: 10px; margin-right: 10px;" title="africa" src="http://castroportalweb.altervista.org/blog/wp-content/uploads/2009/06/africa.jpg" alt="africa" />Può sembrare un paradosso ma la fame nel mondo si è aggravata per colpa della ricchezza.<br />
La crisi economica e finanziaria è stata generata proprio dalla ricchezza. Detentori del potere del denaro, i banchieri americani hanno ceduto alla tentazione dei soldi facili, quelli che si moltiplicano con gli investimenti a rischio. Stavolta il rischio, invece, li ha travolti e con loro ha travolto anche il mondo intero e non soltanto il mondo occidentale. Oggi si contano oltre 1 miliardo le persone che soffrono la fame per carenza di cibo, che non hanno le risorse vitali per potere vivere. La crisi economica in alcuni ceti sociali fa mancare l’i-pod, in altri il lavoro (aiutati quando sono fortunati dalla CIG) ad altri, che vivono alle soglie della povertà, è venuto a mancare il cibo anche per i prezzi eccessivi dei generi alimentari che sono costretti ad importare da altri Stati.<span id="more-371"></span>Papa Benedetto XVI esorta l’ONU e i potenti del mondo ad adottare strategie per combattere la fame nel mondo. Perché, dice il Papa, non è possibile accettare che nel mondo ci siano persone che soffrano la fame. Sarà ascoltato?<br />
8.760.000, circa, sono ogni anno i morti per fame o per malattie correlate nel mondo (24.000 al giorno). Il 10% dei bambini che vivono in paesi in via di sviluppo muoiono prima di aver compiuto cinque anni.<br />
La politica Europea, per molti anni (troppi), ha applicato il cosiddetto set-aside legato ad aiuti economici per lasciare i campi incolti. Per cui milioni di ettari di terreno ogni anno restavano incolti e gli agricoltori ricevevano, per questo, incentivi. <a href="http://www.terra-multimedialeagricoltura.it/cerealicoltura/caro-grano.html" target="_blank">Una politica economica legata ai prezzi del grano</a>, una speculazione senza alcun senso. Perché non ha senso non produrre per fare lievitare i prezzi. Così facendo aumentavano anche i prezzi della farina e del pane. Poi le varie unioni dei consumatori denunciavano che i fornai applicavano aumenti ai prezzi. I paesi poveri della terra, che non possono produrre derrate alimentari, devono per forza importare la farina e il grano a prezzi alti. Se poi ci mettiamo anche la crisi economica dell’Occidente, tali prezzi – si capisce – saranno insopportabili per chi ha poche risorse. La FAO lancia progetti per promuovere il potenziale dell’industria agricola nei Paesi poveri della Terra alle prese con la siccità e la desertificazione. In paesi come Bangladesh e Zambia quasi il 40 per cento della popolazione è sottonutrita. «L&#8217;esplosivo e rapido aumento dei prezzi alimentari non fa che peggiorare la situazione», ha detto Bage, <a href="http://www.onuitalia.it/ifad.php" target="_blank">presidente dell’IFAD</a>. I grandi del mondo hanno preso l’impegno di destinare lo 0,7 % del PIL ai Paesi poveri. Nel tempo poco è stato fatto, perché il PIL non và mai oltre lo “zero”. E in questo tempo di crisi economica, certo, nessuno potrà fare niente ancora per diversi anni.<br />
Si varano leggi che incentivano gli agricoltori a coltivare prodotti per l’ottenimento di biocarburanti che salvaguardano l’ambiente e si risparmiano le risorse energetiche, destinate all’esaurimento, quali il petrolio e il gas metano. In seguito al ritiro del set-aside <a href="http://www.terra-multimedialeagricoltura.it/news_2008/agosto/set-aside.html" target="_blank">la LIPU denunciava</a> che è venuto a mancare l’habitat per gli uccelli che adesso, con i campi coltivati, non trovano più spazio dove nidificare mentre d’inverno non trovano cibo. Così, mentre mancava il cibo per nutrire il genere umano, almeno gli uccelli potevano mangiare.<br />
L’occidente, con le sue manie, sfrutta i Paesi del sud-est del mondo ricchi di risorse energetiche per potere soddisfare le proprie esigenze di crescita.<br />
I Paesi più ricchi di tali risorse, sono i più poveri della terra. Governati da regimi totalitari e dittatoriali, poche persone che mantengono nell’ignoranza e nella povertà il popolo per arricchirsi e sono proprio quelli che, con i petrodollari, finanziano progetti nucleari atti a costruire bombe atomiche per mantenere lontani gli altri Stati che possono interferire con la loro politica. Interessi di pochi che sovrastano quelli di molti.<br />
Cosa può fare l’ONU e i Governi occidentali affinché questa gente non soffra più la fame?<br />
Molto si è fatto, gli aiuti umanitari negli anni si sono moltiplicati. Sono nate organizzazioni a livello mondiale, si è distribuito cibo, denaro e medicine. Molti missionari sono morti per difendere concetti come la libertà e l’uguaglianza lottando contro la povertà. A quanto pare non è bastato, e sono sicuro che non basterà, fintanto che governi dittatoriali e Stati totalitari guidati da militari faranno i padroni. Il petrolio è l’arma del ricatto, che questi Stati attuano, per evitare interferenze. Ultimamente si è arrivati alla cosiddetta “Guerra del Golfo” ed alla caduta del regime di Saddam Ussein, in IRAQ con tutto quello che ne è scaturito, migliaia di morti. Oggi stiamo assistendo all’egemonia dell’IRAN nel mediterraneo ed ancora alle minacce che vengono dalla Corea del Nord. Minacce reali al mondo occidentale. Stati dove prevalgono le politiche dei singoli a quelle popolari, che tendono a mantenere lontana la democrazia, nemica del totalitarismo comunista.<br />
Quale alternativa alla guerra per liberare questi Paesi dalla soppressione? E’ la guerra che può liberare i popoli che soffrono la fame? E quando le risorse energetiche si esauriranno, quale sarà la fine di questi popoli e quale sarà il futuro dell’occidente?<br />
Molti pensano che liberare dall’analfabetismo i Paesi poveri sia la soluzione perché, il sapere, potrà aiutare ad uscire dal sottosviluppo. I giovani potranno imparare a sviluppare ed a migliorare le tecniche di lavorazione della terra e degli allevamenti per sconfiggere la povertà ed anche per prendere coscienza della democrazia che, in molti Stati, manca del tutto. <a href="http://www.ruralpovertyportal.org/web/guest/home" target="_blank">l&#8217;IFAD in questo campo sta facendo molto</a>.<br />
Spero in un futuro, in cui tutti i popoli della terra siano liberi di scegliersi l’organizzazione politica che vorranno, dove ogni individuo della Terra metta la libertà degli altri sullo stesso piano della propria.</p>
<p style="text-align: justify;">
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://castroportalweb.altervista.org/blog/?feed=rss2&amp;p=371</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Sinistra o destra?</title>
		<link>http://castroportalweb.altervista.org/blog/?p=336</link>
		<comments>http://castroportalweb.altervista.org/blog/?p=336#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 25 Jun 2009 19:09:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Calogero Cinquemani</dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[berlinguer]]></category>
		<category><![CDATA[destra]]></category>
		<category><![CDATA[sinistra]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://castroportalweb.altervista.org/?p=336</guid>
		<description><![CDATA[Come rispondereste ad un amico se questo vi chiedesse del perché non siete comunista? Forse non darete una risposta a questa domanda o forse risponderete così: “in effetti lo sono stato; i tempi cambiano e il Paese è cambiato. Ho sostenuto l’unico uomo coraggioso della vita politica italiana, Enrico Berlinguer. L’unico uomo, del comunismo europeo, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img class="alignleft size-full wp-image-338" style="margin-left: 10px; margin-right: 10px;" title="Parlamento" src="http://castroportalweb.altervista.org/blog/wp-content/uploads/2009/06/Parlamento.jpg" alt="Parlamento" />Come rispondereste ad un amico se questo vi chiedesse del perché non siete comunista? Forse non darete una risposta a questa domanda o forse risponderete così: “in effetti lo sono stato; i tempi cambiano e il Paese è cambiato. Ho sostenuto l’unico uomo coraggioso della vita politica italiana, Enrico Berlinguer. L’unico uomo, del comunismo europeo, che ha avuto il coraggio di dissociarsi dalla concezione marxista dello Stato. Oggi, uomini come quello non ce ne sono più. Il partito di Berlinguer oggi non esiste più, trasformato prima in DS e poi inglobato nel PD insieme ad altri partiti, perdendo la propria identità (quella conquistata dal coraggioso <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Enrico_Berlinguer" target="_blank">Berlinguer</a> negli anni 70’). Come vedi, caro amico, i tempi cambiano e con esso  anche gli uomini.”  <span id="more-336"></span>Non è una questione dell’essere comunista o meno, di essere di destra o di sinistra; cosa significa destra o sinistra?<br />
Come fai ad identificarti da una parte o dall’altra?<br />
Ci si identificava con l’appartenenza ai colori di partito (rosso, bianco, nero) così, si era comunista, missino, socialista o democristiano ma una vera identità non si assumeva e la consapevolezza di una paventata appartenenza ideologica, secondo me, era solo illusoria. La linea politica era fortemente influenzata dalle lotte sindacali.</p>
<p style="text-align: justify;">Oggi lo scenario politico è cambiato. Il politichese è andato via via scemando e la gente comincia a capire la politica, a prendere coscienza di cosa sia veramente importante, di cosa il politico è chiamato a svolgere nelle funzioni del suo mandato. Il politico da parte sua rivendica le cose fatte, nell’interesse della collettività. I cittadini sanno chi mandare al Governo misurando, ognuno, il proprio stato d’animo. Stato d’animo che è dettato dal senso di oppressione o di serenità che si vive lavorando, passeggiando, sorseggiando un caffè, guidando una macchina, studiando, rivolgendosi al consulente fiscale, facendo le analisi di laboratorio o chiedendo aiuto ad un pronto soccorso, leggendo un giornale o guardando il TG; in pratica vivendo la vita , la nostra vita, proprio quella di ogni giorno, che misuriamo con un termometro speciale, quello dell’ansia e del disagio sociale che a pelle ci fa capire che chi ci sta guidando sta sbagliando e ci fa dire: “ah, se fossi io al governo!”. In questo travaglio ci resta il dubbio sull’appartenenza ad un colore politico: “sono di sinistra o di destra?” C’è sempre una via di mezzo: il centro-sinistra ed il centro-destra, le parti più moderate della politica, quelle più riformiste. Gli altri appartengono alle fasce più integraliste e conservatrici delle ideologie che sostengono. Tutti, comunque, perseguono dottrine filosofiche ed economiche.</p>
<p style="text-align: justify;">Gli integralisti di sinistra si rifanno alla dottrina di Marx e al suo modo di vedere il capitalismo, per cui gli imprenditori e con essi il profitto, non dovrebbero esistere; mentre dal punto di vista filosofico, negando l’esistenza di Dio, acclamano lo Stato Laico dove tutti sono uguali, è lo Stato che deve decidere per tutti; non per niente Marx scrisse che “la religione è l’oppio dei popoli”. I riformisti del centro-sinistra, dal punto di vista economico, si rifanno al Keynesismo statalista e sul piano filosofico accettano uno Stato laico, pur essendo cattolici. Lo Stato, deve intervenire in ogni compagine economica e dettare norme e condizioni.</p>
<p style="text-align: justify;">Il centrodestra predilige uno Stato che tenga conto della fede cattolica e dal punto di vista economico si rifà alle teorie del liberismo, al sistema del libero mercato, ad un sistema in regime di libera concorrenza ed anche ad un certo liberalismo sociale. Questa teoria, volta al libero scambio, determina l’uguaglianza tra la domanda e l’offerta dei beni in tutti i mercati e riconosce i diritti sociali e fondamentali dell’uomo.<br />
In funzione di queste teorie, che affondano le radici nell&#8217;<a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Illuminismo#Eredit.C3.A0_dell.27Illuminismo" target="_blank">illuminismo</a>, con minimi aggiustamenti senza – comunque – uscire fuori dai confini teorici, si muovono i Governi di (centro)sinistra e quelli di (centro)destra. Le legiferazioni saranno basate su questi principi economici e filosofici che influenzeranno la vita quotidiana di tutti i cittadini e per i quali ognuno, nel proprio ambito d’azione, può sentirsi libero od oppresso, ansioso o sereno. Lo abbiamo visto nel caso di Eluana Englaro, schieramenti diametralmente opposti per un argomento etico-religioso.</p>
<p style="text-align: justify;">Così ci troviamo a contestare l’uno o l’altro in funzione del nostro stato d’animo. Spesso si contesta, ed è il caso di chi evita qualsiasi ragionamento perché aggrappato alle logiche del proprio partito,  senza capirne a fondo i motivi, per il solo fatto che il segretario del suo schieramento politico abbia detto che quella legge è sbagliata. Sarà sbagliata in virtù della teoria ideologica che segue lui, sarà giusta in virtù della teoria che segue l’altro. Il fine giustifica i mezzi.</p>
<p style="text-align: justify;">Per la politica Keynesiana, mi chiedo se sia giusto che lo Stato condizioni l’economia di un Paese. In passato, per esempio, gli interventi dello Stato mirati ad incrementare le produzioni industriali, hanno fatto innalzare il debito pubblico a tali limiti che oggi ne paghiamo le conseguenze. Era logico questo in un periodo storico (rivoluzione industriale) in cui l’economia era galoppante e non aveva bisogno di aiuti? Questi aiuti gli industriali li hanno riversati in azienda sotto forma di investimenti, oppure saranno serviti all’acquisto di barche, di castelli e palazzi? Sono state incentivate le colture intensive con contributi a fondo perduto per decine di miliardi e poi, dopo un decennio, si è dovuto incentivare l’estirpazione per l’eccessiva inflazione dei prodotti sul mercato (vedi uva da tavola).</p>
<p style="text-align: justify;">La politica comunitaria si muove con le stesse rotelle con cui si muove la politica dei Paesi membri, teoremi di sinistra e di destra. E’ giusto incentivare il set-aside in un periodo dove l’abbandono delle campagne rischia di demolire l’economia europea per mantenere alto il prezzo del grano? Si danno aiuti per l’impianto di uve da mosto quando il mercato del vino è inflazionato. Perché indirizzare l’economia di mercato verso un settore dove manca la domanda? e reprimere, invece, una produzione dove la domanda è forte come quella del grano? Anche per queste politiche ottuse, nel mondo oltre un miliardo di persone soffrono la fame.<br />
Credo che sarebbe un errore incentivare costruzioni di fabbriche per la produzione di un prodotto mirato. Un giorno, quando il mercato sarà saturo, i licenziamenti si conteranno a migliaia e nel mondo in milioni.</p>
<p style="text-align: justify;">I vari Ministri dell’economia, studiosi economisti, si cimentano &#8211; durante il loro mandato – a mettere in atto i teoremi in cui credono ed oppongono resistenza a chi (come l’opposizione) cerca di farli uscire dai confini teorici di cui parlavo prima. Certo, l’opposizione avrà la soluzione al problema contestato, che è tutto il contrario di quello che mette in atto il Governo di turno. E’ chiaro che, quest’ultimo, non può accettare la soluzione dell’avversario poiché crede fermamente in quello che si propone di fare. La macroeconomia non può dare risposte dall’oggi al domani, poiché esige misure a medio lungo termine. La verità sta nel futuro. Ad ogni azione corrisponde una reazione, pertanto i frutti li vedremo solo se sapremo aspettare. In Italia, finora, non è stato possibile vedere gli effetti delle azioni dei governi perché sono durati così poco che il governo subentrante cambia immediatamente le regole imposte da quello uscente e per questo, prendiamo sempre ad esempio quello che hanno fatto i Governi degli altri Stati, dalla legge elettorale alle iniziative economiche.</p>
<p style="text-align: justify;">Credo, personalmente, che il liberismo – con opportuni accorgimenti – sia la svolta di questa crisi economica e finanziaria che assilla il mondo intero. Don Luigi Sturzo, di concezione liberale, riteneva che il capitalismo di Stato fosse un lapidatore di risorse. Sembra che alcuni Paesi abbiano capito la lezione e stanno cercando di cambiare rotta. In un’economia capitalista, qual’è la nostra, il profitto è l’unica chiave di lettura della crisi, fintanto che gli Stati incentiveranno le produzioni industriali degli stessi prodotti per cui sono entrati in crisi, certamente non si uscirà dal baratro in cui ci troviamo. Quando un’industria di automobili comincia a chiudere gli stabilimenti, significa che quel mercato è saturo e l’industria deve diversificare, magari costruendo motorini; l’indotto continuerà a lavorare e gli operai non saranno licenziati. L&#8217;imprenditore deve riconvertire gli stabilimenti di produzione.<br />
Tale flessibilità, in un libero mercato, può salvare il mondo da questa tenaglia.<br />
Come vedi, amico mio, essere di sinistra o di destra è solo una questione di teoria.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://castroportalweb.altervista.org/blog/?feed=rss2&amp;p=336</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>L&#039;equilibrata politica</title>
		<link>http://castroportalweb.altervista.org/blog/?p=297</link>
		<comments>http://castroportalweb.altervista.org/blog/?p=297#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 24 May 2009 19:40:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Calogero Cinquemani</dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Casini]]></category>
		<category><![CDATA[elezioni]]></category>
		<category><![CDATA[pd]]></category>
		<category><![CDATA[pdl]]></category>
		<category><![CDATA[referendum]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://castroportalweb.altervista.org/?p=297</guid>
		<description><![CDATA[Casini, per quanto politico &#8211; secondo me – è un politico equilibrato. Uno che della coerenza ne ha fatto il cavallo di battaglia. Pensa ed è convinto che con il PD non può andare lontano affetto, ormai, da schizofrenici comportamenti. Non può nemmeno andare a braccetto con Berlusconi, perché dice che, anche se non crede [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img class="alignleft" style="margin-left: 10px; margin-right: 10px;" src="http://castroportalweb.altervista.org/blog/wp-content/uploads/2009/05/poster.jpg" alt="" />Casini, per quanto politico &#8211; secondo me – è un politico equilibrato. Uno che della coerenza ne ha fatto il cavallo di battaglia. Pensa ed è convinto che con il PD non può andare lontano affetto, ormai, da schizofrenici comportamenti. Non può nemmeno andare a braccetto con Berlusconi, perché dice che, anche se non crede che si possa perdere la democrazia, hanno una visione diversa della politica.</p>
<p style="text-align: justify;">Dopo la definizione di “pletorismo”, di Berlusconi, rivolta al Parlamento ed il PD che gridava ancora una volta allo scandalo, Casini e Di Pietro si sono visti recapitare un invito dal PD affinchè si unissero in una risposta univoca e compatta contro il premier. Invito che i due hanno rispedito al mittente con tanto di raccomandata con ricevuta di ritorno.</p>
<p style="text-align: justify;">La risposta che ha dato Casini è semplice e, seguendo i princìpi della coerenza che lo distingue, risponde che il PD non ha titoli per chiedere manforte all’UDC; prima devono chiarire perché voteranno Sì al Referendum; sacrosante parole.<span id="more-297"></span></p>
<p style="text-align: justify;">E’ questa incoerenza che pagherà sempre il PD. Quante volte la Sinistra ha invocato la riforma del Parlamento? L’ex pidiessino, D’Alema,  replica che loro hanno già una proposta (presentata) per la riforma del Parlamento, la diminuzione dei deputati e senatori e lo snellimento delle procedure legislative. Scusate ma allora di cosa stiamo parlando? Perché tutto questo clamore? Forse ho capito, non sarà stata la fatidica parola “Pletorico” che ha fatto scatenare l’ira del PD? Tranquillizziamoli, perché il termine pletorico, coniato dal Presidente del Consiglio &#8211; sta ad indicare &#8211; nel lessico italiano, “abbondanza” ed il contrario di “insufficienza”. Pertanto non scandalizziamoci dei termini usati, quando non si capiscono basta prendere un vocabolario.</p>
<p style="text-align: justify;">Il Referendum, per il quale il 21 giugno si andrà a votare, è una cosa seria. Tanto seria che può veramente cambiare la vita politica ed istituzionale di questo Paese. Ciononostante, nessuno ne parla o ne parla poco. L’interesse maggiore, di questi tempi, sembrano essere le Europee e le Amministrative che possono dare ai partiti nuovo vigore dal consenso popolare. Il Referendum è’ stato invocato dal PD e dall’IDV che lo hanno firmato. Di Pietro, appena ha capito che si stava strozzando con le sue stesse mani, si è tirato indietro.</p>
<p style="text-align: justify;">Siamo sempre alle solite in Italia, il Referendum: si crede  votando Sì di dire No e viceversa. Sempre la solita confusione che conviene alla schiera di politici che fanno leva sulla disinformazione. Questa volta, apporre la croce sul Sì starebbe ad indicare che si abroga l’articolo della Legge che dà il premio di maggioranza alla coalizione; se dovesse passare il Referendum, il premio di maggioranza andrebbe alla lista singola. L’esito positivo, innalzerebbe anche la soglia di sbarramento.  Il PD aspira, così, ad incorporare altri piccoli partiti che altrimenti perderebbero la propria identità. Certo non si escluderebbero altri partiti ma quella lista potrebbe, correndo da sola, dettare Leggi in tutta autonomia ed incontrastati.  Un terzo quesito mira ad abolire le candidature pluricircoscrizionali. A Berlusconi potrebbe fare comodo il Sì, non si capisce perché dovrebbe fare comodo anche al PD, che tanto blaterano sulla ormai perduta democrazia.</p>
<p style="text-align: justify;">E’ vero, la Lega sarà una palla al piede per il PDL (e ben gli sta) ma almeno garantisce un contrasto, all’interno della maggioranza, che equilibra il dialogo politico.</p>
<p style="text-align: justify;">Ci hanno distrutto la sinistra, in Italia.</p>
<p>Ci si autoacclama di sinistra ma, siamo ben lontani dall’esserlo.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://castroportalweb.altervista.org/blog/?feed=rss2&amp;p=297</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
	</channel>
</rss>
