Il terremoto, tutti ne (s)parlano
C’è chi ne racconta la cronaca, c’è chi polemizza.
E’ vero, in un’area dichiarata a rischio sismico – qualunque sia il grado di sismicità – si devono adottare criteri di costruzione dettati dalle norme antisismiche; su questo non ci piove e chi è preposto ai controlli è il Comune.
La polemica si è accesa su più fronti.
La prima inizia con le dichiarazioni di Giuliani, il tecnico dei laboratori di fisica nucleare del Gran Sasso. Questo, sismologo autodidatta, costruisce un apparecchio in grado di rilevare la concentrazione di gas radon in un’area geografica e, quindi, di prevedere l’arrivo di un forte terremoto. Il 23 marzo, in un’intervista, rassicura gli aquilani che entro la fine di marzo gli sciami sismici – che durano ormai da mesi – finiranno. Testuali parole: “Quello che vorrei dire ai miei concittadini e a tutta la popolazione è di stare tranquilli e di non aver paura dei terremoti. Questo sciame per la fine di marzo dovrebbe diminuire di intensità e quindi scomparire e rimanere soltanto un ricordo”. (continua…)

Sul caso Eluana mi sono posto molti interrogativi ed ogni volta che pensavo del perché non la lasciassero morire, subito dopo mi pentivo di averlo pensato. Credo che questa fosse la “coscienza” che, al di là di ogni credo religioso, fa capolino in ognuno di noi. Alla fine sono stato spinto, dalla stessa coscienza, a decidere che sarebbe stato meglio, per Eluana e per la famiglia (che l’ha vista per tanti anni soffrire in silenzio), che si lasciasse morire. Al suo posto, lo avrei voluto. E’ giusto che altri decidano per noi la nostra fine?
