Crisi economica
Tutti sappiamo che c’è crisi e nessuno sa quando finirà, sappiamo per certo che questa crisi ha avuto origine negli USA; è vero, anche, che si è accresciuta durante il governo di Bush.
Se non facciamo una breve analisi della crisi, non possiamo renderci conto di come sia nata.
Gli economisti dicono che la colpa è stata dei prodotti finanziari subprime (Mutui, prestiti per acquisto di auto, carte di credito tutte scrupolosamente subprime). Questi prodotti sono nati intorno al 1990 e successivamente Clinton ne ha invogliato la diffusione (anche con normativa ad hoc) per fare in modo che le famiglie meno abbienti potessero comprarsi la casa e la macchina. I prodotti subprime sono prodotti ad alto rischio di insolvibilità per il solo fatto che venivano erogati a quelle persone che non prestavano alcuna garanzia e quindi, in nessun modo avrebbero potuto accedere ai prestiti ordinari. Per tale ragione ai subprime veniva applicato un tasso di interesse molto alto. Questo ha fatto gola a molti Istituti finanziari ed anche agli investitori abituali che, con tali investimenti, potevano ottenere alti tassi di rendimento. A tali investimenti, in un clima di globalizzazione, hanno partecipato anche Istituti di altri Paesi.
Negli ultimi anni, i tassi di interesse applicati ai subprime vanno alle stelle rendendo insolvibili i clienti. Così le Banche sono costrette al pignoramento delle case e delle auto che alle aste si svalutano. Crolla così il mercato immobiliare e con esso anche quello finanziario. Le Banche chiudono, vedi Lehman Brothers. Gli azionisti perdono 6.500 miliardi di dollari. Si corre ai ripari.
La nuova amministrazione Obama mette in atto strumenti per salvare Banche ed Assicurazioni al fine di ripulire i bilanci dalle voci di patrimonio negative (tutti i titoli acquisiti dai prodotti subprime che non valgono più). Nel mentre milioni di persone perdono il lavoro perché le industrie chiudono non avendo la liquidità necessaria per mandare avanti l’azienda. I prestiti vengono negati dalle banche perché la liquidità manca anche a loro. La crisi investe il mondo capitalistico e in particolar modo i Paesi esportatori negli USA.
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