Avete presente una mailing-list?
Inizialmente sembra tutto a posto, scrivi, fai conoscere agli altri le tue idee, a volte condivise e a volte no. Fin qui tutto a posto, in un’area mediatica come quella di una mailing-list, di un forum o di un blog ciascuno scrive quello che pensa altri dissentono, altri ancora ne condividono i contenuti. Queste possono, anzi devono essere espressione di democrazia con la quale si identifica un popolo, vista la quantità impressionante di queste forme di aggregazione oggi esistenti in rete.
Spesso mi sono trovato a discutere in questi forum o partecipare a commenti di blog e ho partecipato anche ad una mailing-list. Ho notato che spesso ci si lascia andare (due o tre partecipanti non di più) a delle vere e proprie espressioni di linciaggio con aggressioni verbali che molte volte sfociano anche nella volgarità palese ed altre volte nascoste, con subdola maestria, tra le righe. A volte, in queste aggregazioni alcuni si spacciano per altri o nascondono la propria identità dietro nickname strani, altre volte, anche se palesano la propria identità, riportano news con la tecnica del copia e incolla da siti di medicina come italiasalute.it o riportano articoli interi di giornali online omettendo appositamente la fonte, dalla quale hanno tratto la notizia, spacciandole per farina del proprio sacco; anche questa una forma di mascheramento. A questi è facile togliere la maschera; basta copiare una riga ed incollarla sul motore di ricerca per trovare subito la fonte e farsi così l’idea (falsa e copiona) della persona che ti ha mandato quel messaggio.
Questi messaggi hanno sempre uno sfondo politico e di solito vengono utilizzati per aggredire un’altro iscritto che si è permesso di dissentire le loro opinioni.
Quello che più mi preoccupa è la moltitudine di questi atteggiamenti sparsi in giro per la rete che, sommati, fanno veramente impressione e stanno a dimostrare che, per quanto questi signori vogliano una rete democratica dove denunciano la perdita della libera informazione, poi sono gli stessi che, con aggressioni mirate imbavagliano chi vuole esprimersi con proprie idee e non con quella degli altri. Proprio l’altro giorno Gianpaolo Pansa, su “ilriformista.it” del 12/07/09, lanciava una vera e propria denuncia su atteggiamenti che possono influenzare i “deboli di spirito”.
Pansa scrive: “Vorrei dire alla coppia Mauro & Hamaui di stare molto attenti nel dipingere l’Italia più o meno come la dipinge Di Pietro: un paese prono davanti al nuovo Mussolini di Arcore. Le testate che guidano contano ben di più degli strilli di un capopopolo di passaggio. Giocare col fuoco è pericoloso. Ce la siamo scordata la stagione del terrorismo? Quando persino Aldo Moro sembrò un Hitler delle multinazionali. E per questo fu rapito e assassinato..”
Maurizio Belpietro su Panorama di questa settimana, scrive:
“C’è una cultura di odio, una violenza che per ora è verbale, ma che non è detto resti tale. Punta alla demolizione di chi la pensa diversamente: nemici di cui sbarazzarsi. Per questa cultura chi manifesta opinioni dissonanti non ha dignità né onore, non ha diritto di parola, fa schifo e basta. Non è un uomo, ma un servo.”
Pansa e Belpietro, due giornalisti di due testate politicamente opposti ma che in tema di intolleranza la pensano alla stessa maniera.
Parole che ci devono far pensare perché sono assolutamente veritiere e tutti quelli che frequentano i gruppi in rete, questo lo sanno e lo vivono costantemente. L’emulazione cultural-giornalistica è molto presente in rete forte, a volte, dell’anonimato garantito dal nickname.
Il fatto è che questi aggregatori di iscritti sono moderati e devono essere proprio i moderatori che devono vigilare affinchè non si alimenti la cultura dell’intolleranza, della lotta sociale e della lotta ideologico-politica e, al contrario, venga alimentata quella della tolleranza, dello scontro democratico e civile. Vorrei riportare un breve accenno ad uno degli attacchi ricevuti, dal sottoscritto, in una delle solite e-mail inviate tramite mailing-list:
“Qualche italiano, abbagliato dai marginali privilegi derivanti dal potere in atto e condizionato da una falsa visione del mondo, elaborata attraverso la finestrella della televisione casalinga e tramite le manipolate veline di agenzie stampa padronali, senza mettere il naso fuori dalla propria minuta realtà, vorrebbe farci credere che la realtà è quella che descrive con evidenti pregiudizi e prese di posizioni preconfezionate.”
Una frase, questa, che dice poco e niente, parole vuote e senza senso frutto di letture frettolose che impressionano nel cervello alcune parole che poi vengono aggregate in qualcosa che si vuole far passare per discorso. Ma tra le righe si maschera l’offesa, nonché una subdola e strisciante intolleranza verso gli altri che denota l’arretratezza feudale di un individuo che invece di migliorarsi và indietro nel tempo e a questi risponderei con un’altra citazione feudale di Erasmo da Rotterdam che, intorno al 1500, scriveva:
“Anche in questo, infatti, intendo imitare i retori del nostro tempo, che si credono proprio degli Dèi se, a mo’ delle sanguisughe, mostrano due lingue, e considerano una grande impresa inserire nel discorso latino, come in un intarsio, qualche paroletta greca, che magari era proprio fuori posto. Se poi fanno loro difetto termini esotici, tirano fuori da pergamene ammuffite quattro o cinque termini arcaici con cui rendere oscuro il testo al lettore. Così chi riesce a capire è più soddisfatto di sé, e chi non capisce ammira tanto di più quanto meno capisce. Tra gli eletti piaceri dei nostri contemporanei, infatti, c’è anche questo: esaltare tanto di più una cosa, quanto più è straniera. I più ambiziosi ridono e applaudono e, come gli asini, muovono le orecchie, dando ad intendere agli altri di avere capito tutto.”
Alla fine, stufo di queste aggressioni antidemocratiche e stanco di cancellare e-mail spazzatura, che ricevevo giornalmente (tutte uguali e con lo stesso fine), ho deciso di cancellarmi anzi, dato che non è prevista la cancellazione diretta, ho dovuto cancellare l’alias con cui mi ero iscritto.
Colgo l’occasione per ringraziare di cuore gli amici della mailing-list per avermi accolto e mi scuso con tutti i partecipanti per avere fatto in modo di non ricevere più e-mail, che torneranno indietro, ma non potevo più sopportare l’indirizzo unilaterale e la piega di intolleranza che avevano preso i dialoghi.









